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Sidone
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mweaSidone (mweqin arabo صَيْدَا?, Ṣaydā) è una mwegcittà del Libano, di circa mwew57 800 abitanti (stime 2008), capoluogo del mwfaGovernatorato del Sud Libano. Si trova a circa mwfq40 km a sud della capitale libanese mwfgBeirut.
Contents
• Storia
• Note
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Storia
I primi insediamenti urbani nell'area dell'attuale Sidone paiono risalire al quarto millennio avanti Cristo. Come altri insediamenti mwkqfenici, la città si sviluppò attorno a un'area portuale ricavata in una rada riparata da un promontorio. Fu nei secoli successivi nota con diversi nomi (mwkgin fenicio 𐤑𐤃𐤍, Ṣdn; mwkwin ebraico צִידוֹןmwla?; in mwlqegizio mwlgḎdn; in mwlwassiro mwmaṢidūna/u; mwmqin greco antico Σῑδών?, Sīdṓncite-ref-1[1]cite-ref-2[2]).
In parallelo con la vicina città di mwowTiro, anche Sidone emerse come centro mercantile a partire dal XIV secolo a.C., ed entrò nell'orbita mwpaegizia sotto la mwpqXIX e la mwpgXX dinastia, arricchendosi soprattutto grazie alla lavorazione del mwpwmurice, un mollusco da cui veniva estratto un mwqapigmento di colore mwqqporpora utilizzato per la tinteggiatura dei tessuti, e al commercio del mwqglegno di cedro (1 Re 5, 29; 1 Cr, 22, 4).
Nel XII secolo a.C. un'armata mwrafilistea attaccò Sidone, distruggendone la flotta e segnando un temporaneo declino politico ed economico della città a favore di mwrqTiro. Entrata nella sfera di influenza mwrgassira, Sidone fu nuovamente distrutta dal re mwrwsargonide mwsaEsarhaddon nel mwsq677 (o forse mwsg675) a.C.
Sotto il re mwtaachemenide mwtqCiro II (mwtg590 a.C.-mwtw529 a.C.), Sidone, come le altre città della costa fenicia, entrò a far parte dell'mwuaimpero persiano, conoscendo il periodo di maggior splendore, anche grazie allo sviluppo dell'industria mwuqvetraria, e divenendo capoluogo di una delle mwugsatrapie dell'impero.
Durante il regno del sovrano locale mwvaEshmunazor II venne ampliato il mwvqcomplesso templare dedicato a mwvgEshmun, il nume titolare della città.
Un nuovo assedio, descritto dallo storico greco mwwaDiodoro, avvenne nel mwwq351 a.C. per opera del re mwwgArtaserse III (mwww358 a.C.-mwxa338 a.C.), il quale intendeva reprimere una ribellione fenicia guidata da Sidone. Distrutta da un rogo, la città si arrese nel mwxq333 a.C. ad mwxgAlessandro Magno senza praticamente opporre alcuna resistenza.
Nel mwza551, sotto il regno dell'imperatore mwzqGiustiniano I (mwzg527-mwzw565), Sidone divenne la nuova sede della Scuola di Diritto di mwaaBeirut, che contribuì alla raccolta del materiale giurisprudenziale di mwaqdiritto romano e all'elaborazione del mwagmwawCorpus iuris civilis.
Nel mwca1110 Sidone venne assediata dalle armate mwcqcrociate di mwcgBaldovino I, a cui capitolò dopo quasi due mesi di resistenza, ma fu ripresa nel mwcw1187 dall'esercito mwdazengide guidato da mwdqṢalāḥ al-Dīn ibn Ayyūb. La città passò di mano varie volte in questo periodo: nel mwdg1228, mentre era sede di una signoria feudale del mwdwRegno di Gerusalemme, venne edificato il Castello del Mare (mweain arabo قَلْعَة ٱلْبَحْر?, Qalʿat al-Baḥr), sui resti del tempio fenicio dedicato alla divinità mweqMelkart, l’Ercole romano, una fortezza situata su un isolotto dinanzi al porto e collegato alla terraferma da un ponte fortificato di 80 metri, originariamente ligneo. La marche lapidarie di cottimo lasciate dagli scalpellini sul prodotto del lavoro in cava e in cantiere erano un «elemento distintivo...del cantiere [medievale] di marca occidentale, prevalentemente di committenza religiosa» e attestano che, durante l'occupazione delle Terre d'Oriente, architetti e maestranze edili viaggiarono dall'Europa insieme a monaci, militari e commercianti.
Con l’accordo del febbraio 1229, il sultano mwewal-Kāmil riconsegnava ai cristiani sia Gerusalemme che i distretti minori intorno a Sidone. mwfaFedericoII non intervenne significativamente sulle opere di difesa esistenti.cite-ref-3[3]
A partire dal 1254, sotto la direzione di Simone di Montbéliard e su progetto del re mwggLuigi IX, i Templari iniziarono a ristrutturare il castello di terra (mwgwQal‘at al-Mu‘izz), in vista del passaggio al loro controllo di Sidone, della Cava di Sidon e di Beaufort, avvenuto sei anni più tardi. Nel mwha1291, i mwhqMamelucchi riconcquistarono la città, in contemporanea con la presa di mwhgAcri e mwhwTiro. Le condizioni della città si risollevarono dopo la conquista mwiaottomana nel mwiq1516, quando Sidone diventò il principale sbocco marittimo di mwigDamasco. Gli ottomani eressero una piccola moschea cupolata (sul corpo settentrionale del castello a mare), mentre i mercati ripresero a fiorie sotto il principe druso Fakhr el-Dine Maan I. Le fortune commerciali di Sidone furono ulteriormente accresciute durante il periodo di Faḫr al-Dīn II della famiglia Maʿan (mwja1590-mwjq1634), che ricopriva la carica di mwjgmültezim (esattore fiscale e signore feudale ottomano). Egli stabilì un regime particolarmente aperto per i mercanti mwjwfrancesi e mwkatoscani ed edificò il mwkqcaravanserraglio noto come Khan al-mwkgFiranj (mwkwin arabo خَان الْفِرَانْج?, khān al-Firanǧ, "Caravanserraglio degli Ifranj"), nel classico modello a corte centrale con due ordini di portici.
Nel mwlq1664 la città divenne capoluogo del nuovo mwlgeyalet di Acri e Sidone, che includeva parte della mwlwregione storica della Palestina, la mwmaGalilea e gran parte della costa e delle aree montane dell'attuale mwmqLibano.
Nel mwmw1775, dopo la fine della mwnaQuinta guerra russo-turca e il ritiro delle unità navali russe dal Mar Mediterraneo orientale, la marina ottomana attaccò mwnqAcri e Sidone per schiacciare la ribellione del notabile locale Ḍāhir al-ʿUmar. Il nuovo governatore Ahmet Paşa detto mwngal-jazzār ("il macellaio") attuò una violenta repressione, sopprimendo i tradizionali privilegi dei mercanti stranieri.
Il definitivo spostamento degli assi commerciali internazionali verso mwoaBeirut avvenne durante il governo del viceré d'Egitto mwoqMehmet Ali Paşa, che estese il proprio potere sul mwogLevante dal mwow1832 fino all'intervento militare mwpabritannico e mwpqasburgico dell'autunno mwpg1840, che ripristinò la sovranità ottomana.
Dopo il mwqa1888, Sidone entrò a far parte del mwqqvilāyet di mwqgBeirut. Il 1º settembre mwqw1920 fu infine accorpata al nuovo mwramandato francese del Grande Libano, divenendo capoluogo del mwrqGovernatorato del Sud Libano.
Lo sviluppo economico di Sidone, legato all'agricoltura e al vicino terminal petrolifero di Zahrani, è stato fortemente frenato dagli anni della mwrwguerra civile libanese, durante i quali la città è stata a lungo contesa tra mwsamilizie palestinesi, mwsqisraeliani, mwsgsiriani, mwswHezbollah e mwtaAmal.
Le tormentate vicende di Sidone durante il conflitto sono state trasposte poeticamente nella toccante canzone mwtgSidùn di mwtwFabrizio De André, contenuta nell'album mwuamwuqCrêuza de mäcite-ref-4[4].
Nel dopoguerra, alcuni progetti di ricostruzione e di recupero del patrimonio architettonico sono stati finanziati dalla mwvwFondazione Hariri (creata dall'ex-Primo ministro libanese mwwaRafīq al-Ḥarīrī, originario della città), come il ripristino del Khān al-Firanj, e dalla mwwqFondazione Audi (legata al gruppo bancario libanese mwwgBank Audi), che ha trasformato l'antica "Corte del sapone" (mwwwin arabo خَان الصَّبُون?, khān al-ṣābūn) nel "Museo del Sapone", che mostra l'intero processo di produzione artigianale.
Un avveniristico impianto sportivo è stato costruito per ospitare le partite del gruppo C e due quarti di finale della mwxqCoppa AFC d'Asia di calcio del mwxg2000.
La città è stata oggetto di bombardamenti israeliani nel luglio mwya2006 durante la mwyqGuerra del Libano.
Amministrazione
Gemellaggi
Note
cite-note-11. ↑ mw5gOlivetti Media Communication-Enrico Olivetti, mw5wmw6aDIZIONARIO GRECO ANTICO - Greco antico - Italiano, su mw6qgrecoantico.com. mw6gURL consultato il 15 gennaio 2026.
cite-note-22. ↑ mw7g(mw7wmw8aEN) mw8qmw8gΣιδών, su mw8wlogeion.uchicago.edu. mw9aURL consultato il 15 gennaio 2026.
cite-note-33. ↑ mw-aGabreiele Friulio, mw-qmw-gIl castello crociato di Qala’at al-Bahr a Sidone. Contributo alla storia degli insediamenti d’Oltremare attraverso l’analisi dei paramenti murarie delle marche lapidarie (mw-wmw-aPDF), in mw-qRestauro Archeologico, vol.mw-g 24, n.mw-w 1, Firenze University Press, 2016, p.mwaqa 26, mwaqeDOI:mwaqi10.13128/RA-19317, mwaqmISSNmwaqq 1724-9686, mwaqwOCLCmwaq0 mwaq48349066203 mwaq8(mwaraarchiviato il 16 febbraio 2020). Ospitato su mwarearchive.is.
cite-note-44. ↑ mwarumwarySidùn - Fabrizio De André, Canzoni contro la guerra.
cite-note-55. ↑ mwaromwarsmwarwcittà gemellate dal sito di Costanza, su mwar0primaria-constanta.ro. mwar4URL consultato il 25 luglio 2010 mwar8(archiviato dall'mwasaurl originale il 25 luglio 2010).
Bibliografia
Voci correlate
• mwascDistretto di Sidone
• mwaskArcieparchia di Sidone
• mwassEparchia di Sidone
• mwas0Signoria di Sidone
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Collegamenti esterni
• citereftreccani-itSidone, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefenciclopedia-italianaGiorgio Levi Della Vida, SIDONE, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1936.
• citerefdizionario-di-storiaSidone, in Dizionario di storia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010.
• citerefsapere-itSidóne, su sapere.it, De Agostini.
• citerefenciclopedia-dell-arte-anticaP. Matthiae, SIDONE, in Enciclopedia dell'Arte Antica, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1966.
• citerefbritannica-com(EN) Sidon, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
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• citerefcatholic-encyclopedia(EN) Sidone, in Catholic Encyclopedia, Robert Appleton Company.
• mwaty(EN) Sidone, su destinationlebanon.com. URL consultato il 6 maggio 2019 (archiviato dall'url originale il 31 marzo 2006).